…infatti ci ho buttato dentro un sacco di ricordi e di cose quindi se non ci capite un cazzo, non so proprio cosa farci.
Non ricordo se ti ho mai detto che Pier Vittorio è stato e rimane uno dei miei autori preferiti.
L’ho apprezzato in tanti suoi romanzi, in tanti racconti, e anche in alcuni articoli di giornale. Ricordo che era il 1994 quando lessi per la prima volta Rimini, e ricordo che me lo prestò Lucio G. anche detto “Luzio”, obiettore di coscienza come me e laurendo in lingue a differenza mia che non ancora mi diplomavo, e soprattutto non avevo ancora deciso se farlo.
Io avevo 20 anni, 15 chili in meno e uscivo con Laura, senza impegni, più o meno come adesso. Lui, Pier Vittorio era già morto da quattro anni ed io mi innamorai delle sue parole. Ma arrivai tardi. Come sempre. Anche in quegli anni arrivavo tardi.
Ricordo che neanche allora sorridevo granché. A dispetto dei tuoi perché ripeto che, non importa quale donna, uomo, animale o pianta io abbia avuto vicino, nessuno ha mai visto spesso il mio sorriso, perché questo non è contemplato nel mio dna. E le rare volte che appare, è un evento eccezionale. Ma forse tu già lo sai.
Ricordi, qualche mese fa ti dicevo che sono un lupo solitario. E che per questo la nostra storia avrebbe avuto una fine imminente, e tu ne soffrivi. E dicevo anche che i lupi solitari a volte hanno bisogno di soddisfare i propri istinti, di sottomettersi ai piaceri della carne. Dicevo il vero, e per questo mi scuso, ancora una volta. Ma non è colpa mia.
Il problema è che:
Quelli della Vergine forse sono un po’ così: un po’ malinconici, un po’ autunnali, solitari, pignoli, pessimi partner e ottimi singoli. Hanno una grande vita interiore che non necessita di mondanità per esprimersi. Nello stesso tempo forse sono fin troppo preda di umor nero, di attacchi di atrabile, insomma di malinconia. (Cit. Pier Vittorio Tondelli)
Soundtrack: CCCP Fedeli alla Linea / Emilia Paranoica (See in Live at Torino)

